Gli ultimi dati Terna sul corrispettivo uplift si attestano a 5,82 €/MWh (agosto), dopo il record di 19,52 € di aprile

Dispacciamento, dopo l’effetto Covid costi verso un ritorno alla normalità

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Tra gli addetti ai lavori è conosciuto come “uplift”, ma ormai da termine tecnico è divenuto quasi parola di uso comune. Anche perché strettamente legato ai costi che gravano sulla bolletta elettrica, in particolare dei grandi clienti energivori.

Parliamo del corrispettivo a copertura dei costi sostenuti da Terna per l’approvvigionamento delle risorse nel mercato del dispacciamento.

Calcolato come rapporto tra il controvalore delle varie voci di costo che lo compongono e l’energia prelevata dalla rete, l’uplift è stimato dal Tso su base trimestrale e viene fatturato agli utenti del dispacciamento per i prelievi effettivi di energia elettrica del trimestre. Per questioni di trasparenza Terna pubblica anche dei dati mensili a preconsuntivo.

Proprio questi ultimi nei mesi del lockdown causato dal Covid sono schizzati fino a raggiungere il valore record di 19,52 €/MWh in aprile. Un dato che Terna ha spiegato in particolare con la crescita del peso delle rinnovabili non programmabili (che hanno priorità di dispacciamento) e la conseguente necessità di attivare costose risorse di bilanciamento. Ma anche con un puro “effetto algebrico” che ha portato l’incremento da un +54% a un +90% in ragione della riduzione dei consumi, e quindi del denominatore alla base del calcolo dell’uplift.

La progressiva ripresa delle attività e quindi della domanda sembra infatti aver riportato il corrispettivo verso un livello di “normalità”. Si è quindi passati ai 15,37 € di maggio, ai 10,42 € di giugno, ai 4,82 € di luglio mentre l’ultimo dato diffuso da Terna, relativo ad agosto, evidenzia un valore di 5,82 € (nello stesso mese del 2019 era a 4,59 €). Per il 4° trimestre il Tso ha fissato l’uplift che va concretamente in bolletta a 9,22 €/MWh, contro i 12,57 €/MWh dei tre mesi precedenti.

A fine luglio l’Arera ha pubblicato un monitoraggio sul dispacciamento che evidenzia come “l’assetto concorrenziale nell’approvvigionamento implicito di potenza reattiva per la regolazione di tensione risulti strutturalmente critico nel Mezzogiorno, e ciò almeno dal 2011”. Mentre Terna deve garantire un set di dati maggiormente “trasparente, tracciabile e replicabile”.

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