La Germania trova l’accordo sull’addio all’atomo nel 2022, il Belgio uscirà nel 2025, Francia e Spagna prolungano la vita dei reattori (ma Madrid chiuderà l’ultima centrale nel 2035)

Il nucleare in Europa a 10 anni da Fukushima

Share

Forse non a caso, proprio nei giorni in cui il mondo ricordava i 10 anni dalla catastrofe della centrale nucleare giapponese di Fukushima, in Europa sono arrivati a conclusione numerosi dossier da tempo in discussione, a cominciare dalla fine dell’energia atomica in Germania e Belgio.

In Germania, al termine di un contenzioso durato un decennio, è stata trovata un’intesa amichevole da 2.428 milioni di euro sui risarcimenti alle aziende danneggiate dall’uscita dal nucleare, decisa da Berlino nel 2011 proprio all’indomani della tragedia di Fukushima.

In particolare, Vattenfall riceverà 1.425 mln €, Rwe 880 mln €, EnBW 80 mln € ed E.ON 42,5 mln €.

Le quattro società si impegneranno in cambio a rinunciare ad ogni ulteriore richiesta di risarcimento e a ritirare la causa da 6 miliardi € intentata al Centro internazionale per la risoluzione delle controversie della Banca Mondiale (Icsid).

La chiusura dell’ultima centrale nucleare del Paese resta fissata nel dicembre 2022.

La parola fine al nucleare sarà invece scritta in Belgio nel 2025, quando Engie chiuderà definitivamente le centrali di Doel (4 reattori per un totale di 2.910 MW) e Tihange (3 reattori per 3.024 MW).

Considerati gli “ostacoli tecnici e normativi”, ha spiegato a fine febbraio la ceo del gruppo francese Catherine MacGregor, “Engie ha deciso di rinunciare al prolungamento di 20 anni del funzionamento delle centrali nucleari in Belgio, che si fermeranno dunque nel 2025 dopo 55 anni di attività”.

Non ha invece incontrato ostacoli il prolungamento della vita utile dei reattori francesi più vecchi. L’Autorità per la sicurezza nucleare transalpina (Asn) ha infatti dato luce verde alla richiesta di Edf di portare da 40 a 50 anni l’autorizzazione al funzionamento di 32 unità da 900 MW ripartite in 9 centrali entrate in funzione tra il 1977 e il 1987.

Analogamente, il ministero della Transizione spagnolo ha approvato il 18 marzo il prolungamento della vita utile della centrale da 1.064 MW di Cofrentes (di proprietà di Iberdrola) fino al 30 novembre 2030, nell’ambito del Piano nazionale energia-clima che prevede la “chiusura ordinata” di tutti i reattori nucleari tra il 2027 e il 2035.

Attualmente sono in funzione in Spagna 7 reattori per un totale di 7.400 MW: due in ciascuna delle centrali di Almaraz e Ascó e uno in quelle di Cofrentes, Vandellos e Trillo. Almaraz I e II saranno i primi ad essere chiusi nel 2027 e 2028, seguiranno Ascó I nel 2029 e Ascó II e Cofrentes nel 2030. Nel 2034 sarà poi la volta di Vandellós II e quindi l’anno successivo di Trillo.

Articoli correlati

Politica energetica

Tap: la politica del tifo

Che valore sta assumendo la transizione energetica? Come la strumentalizzazione mediatica influenza questo processo. Un articolo di Michele Governatori.

Scopri di più

Politica energetica

Transizione energetica, ma come e quando?

La transizione energetica, tema centrale dell'European Energy Workshop di Axpo, tenutosi a Madrid.

Scopri di più

Politica energetica

Il rilancio degli investimenti esteri e lo sviluppo del mercato energetico

Il gruppo Axpo, che da anni investe nello sviluppo sul territorio italiano, si posiziona in controtendenza rispetto ai dati dell’Aibe index.

Scopri di più

Politica energetica

European Energy Workshop 2017: dove va il mercato europeo?

European Energy Workshop 2017: nuovi scenari delineati durante l'evento internazionale di Amsterdam promosso da Axpo.

Scopri di più