14.03.2019 | Gli attori della filiera nel convegno promosso da Axpo Italia

Mobilità elettrica e sostenibile per l’Italia

Alcuni dei principali attori del mercato della mobilità elettrica in Italia si sono riuniti sul palco dell’NHow Hotel di Milano lo scorso 4 Marzo, per fotografare la situazione dell'e-mobility in Italia. Durante il convegno si sono evidenziate le prospettive future, ma anche le barriere da abbattere per poterle perseguire. I player del settore hanno infatti messo a disposizione suggerimenti e spunti utili agli stakeholder e soprattutto al legislatore, che più di tutti ha in mano la chiavi per stimolare un sistema in crescita ma ancora lontano dai risultati di altre realtà europee.

L'evento, promosso da Axpo Energy Solutions Italia, ESCo del gruppo Axpo in Italia, ha fatto da cornice alla presentazione del libro bianco sull’auto elettrica, riedizione aggiornata della ricerca sul settore elaborata dalla rivista Start Magazine (qui il pdf).

 

Il panorama attuale e le prospettive future

Marco Garbero, Direttore Generale di Axpo Energy Solutions, ha sottolineato nel suo intervento di apertura come sia imprescindibile la mobilità elettrica per contrastare le crisi ambientale soprattutto nelle città.

“L’Italia è già oggetto di due procedure di infrazione europee per superamento limiti qualità dell’aria negli ultimi cinque anni. La mobilità elettrica è certamente una soluzione concreta sia perché così si delocalizzano le emissioni dai centri urbani, sia per la maggiore efficienza degli impianti di produzione di energia elettrica rispetto ai motori endotermici delle vetture. Inoltre si possono realmente azzerare le emissioni in caso di ricarica da fonti rinnovabili”.

Michele Guerriero, direttore editoriale di Start Magazine ha evidenziato i limiti attuali del settore parlando di un'industria ancora dipendente dai combustibili fossili e di un numero di colonnine di ricarica ancora inadeguato sul territorio (solo 3 mila unità in confronto alle 30.000 dei nostri vicini francesi). Tuttavia la situazione è in rapida evoluzione. Lo afferma lo stesso Guerriero, che ne ribadisce le criticità ma anche le potenzialità: “Sono ancora tanti i limiti del mercato, tra questi l’elevato costo delle vetture elettriche rispetto a quelle endotermiche, ma secondo diversi studi questo gap è destinato a ridursi progressivamente da qui al 2030. Mente crescono le vetture immatricolate”.

Anche se con volumi ancora marginali il trend del mercato dell’auto a batteria ha infatti registrato una forte crescita negli ultimi anni. Nel 2017 sono state acquistate 1964 vetture elettriche, con un +71% sull’anno precedente, numero che sale a 4.827 se vengono inclusi i modelli ibridi plug-in. Il primo semestre del 2018 ha fatto registrare un’ulteriore impennata: +90%.

Pietro Menga di CEIS Cives (Commissione Italiana Veicoli a batteria) è andato oltre nel suo intervento prospettando un possibile scenario al 2030:

“è ragionevole che in dieci anni, a condizione di uno sviluppo delle infrastrutture di ricarica e di una riduzione dei costi di acquisto delle vetture, il parco elettrico possa rappresentare oltre il 10% delle vetture private e il 20% dei mezzi commerciali di piccola stazza. Ciò che è mancato sino ad ora può essere recuperato attraverso una rimodulazione della fiscalità sui mezzi e una politica che faciliti la diffusione delle indispensabili colonnine di ricarica”.

Il ruolo del legislatore e gli incentivi

Garbero ha presentato anche il conto economico del KWh della ricarica che, allo stato attuale, non può essere considerato concorrenziale per gli oneri che si aggiungono in bolletta. Il futuro della mobilità elettrica è quindi profondamente dipendente dalle future scelte del  legislatore in termini di incentivi o di riduzione degli oneri fiscali e parafiscali attribuiti a questi particolari consumi. L’eco-bonus recentemente introdotto è stato infatti considerato come una soluzione poco efficace e limitata nella sua applicazione essendone tra l’altro esclusi i quadricicli pesanti che rappresentano una soluzione ottimale per i centri urbani (come dimostra l’esperienza del car sharing a Roma e Milano della società Sharen’Go).

Analogamente si ritiene indispensabile dotare il settore di una regolamentazione stabile e che permetta una visione di medio e lungo periodo e che quindi favorisca gli investimenti. Gli interventi dei player della filiera hanno inoltre evidenziato come si stiano facendo enormi passi avanti in termini di rapidità di ricarica e autonomia dei veicoli, prerequisiti per la diffusione della tecnologia elettrica.

Il libro bianco sulla mobilità elettrica promosso da Axpo Italia e dalla rivista Start Magazine

Per dare soluzioni di mobilità sostenibile non è solo questione di tecnologie o di incentivi correlati. Michele Governatori, direttore Affari Istituzionali e Regolamentari di Axpo Italia ha introdotto il concetto di Time Management urbano per l’ottimizzazione dei flussi nell’ambito dei centri urbani. “Per ridurre i costi di congestione non bastano il car sharing e le infrastrutture: serve anche un cambio di cultura e di organizzazione del lavoro con la collaborazione di privati e pubblica amministrazione: troppe poche aziende oggi consentono lo smart working e prevedono un orario elastico che permetta ai dipendenti di evitare di entrare in servizio alla stessa ora, finendo negli ingorghi mattutini e serali”.

Un tema certamente laterale, ma da non sottovalutare per i vantaggi in termini di qualità della vita dei cittadini che rapidamente permetterebbe di ottenere.

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