25.05.2018 | Il tema della transizione energetica è stato protagonista dell'edizione 2018 dell'European Energy Workshop di Axpo, tenutosi quest'anno a Madrid

Transizione energetica, ma come e quando?

Transizione energetica, ma incertezza nei tempi e modi: questo è nell’essenziale il messaggio emerso dall’European Energy Workshop, l’annuale incontro promosso da Axpo e tenutosi a Madrid il 23 maggio scorso.

Durante il convegno, a cui hanno partecipato circa 80 aziende internazionali in rappresentanza sia dei grandi consumatori che dei produttori indipendenti, si sono susseguiti gli interventi di esperti del settore e di rappresentanti dell’area Trading e Origination dell’operatore svizzero che oggi è attivo in 30 mercati europei e negli Stati Uniti.

Pedro Linares, professore alla Università Comillas di Madrid ha esordito dipingendo un quadro a forti chiaro scuri dove le variabili dettate dagli sviluppi regolatori, l’adozione di nuove tecnologie e la disponibilità di investimenti condizionano le tempistiche del processo di trasformazione del mercato.

“L’efficienza energetica dal lato dei consumi e la decarbonizzazione della produzione sono avviate, ma è la velocità con cui si svilupperanno ad essere una questione aperta” ha spiegato Linares. “Gli scenari descritti da prestigiosi centri di ricerca sono estremamente variabili e contraddittori: si ipotizza alternativamente una rinnovata crescita delle emissioni favorita della ripresa economica o una drammatica flessione per nuove politiche sull’ambiente e sulle rinnovabili. Sicuramente ogni scenario prevede benefici e costi che andranno a determinare il prezzo del MWh nei prossimi anni”.

Fino ad oggi tale valore appare ancora in crescita, ma c’è chi coglie già i segnali di un rallentamento come Andy Sommer del team market Analytics di Axpo Trading:

“nonostante la crescita delle rinnovabili gli ultimi 12 mesi sono stati caratterizzati dalla salita dei prezzi dei combustibili fossili, anche oltre il 50%, che hanno spinto al rialzo il prezzo dell’energia. Tuttavia nel medio periodo questo trend rialzista verrà probabilmente congelato dalla nuova capacità produttiva di shale gas americano e dalla disponibilità dell’OPEC di compensare le limitazioni all’esportazione iraniana. Anche la mobilità elettrica impatterà sui consumi di carburanti fossili con effetto crescente e questo si rifletterà sul loro prezzo nel mercato. In prospettiva quindi il prezzo dell’energia nel medio termine è previsto stabilizzarsi, ma crescerà la volatilità ovvero l’oscillazione nel breve periodo”.

Questo fenomeno è fondamentalmente determinato dalla differenza tra il prezzo dell’energia nelle ore in cui le rinnovabili coprono buona parte della domanda, a quello registrato nelle ore in cui gli impianti termoelettrici, che consumano i costosi idrocarburi, suppliscono alla carenza di sole e vento. “La volatilità del prezzo SPOT tedesco è il più vistoso esempio di come il nuovo energy mix abbia sconvolto il mercato dell’energia – ha concluso Sommer – da qui la necessità per le aziende di procurarsi adeguate coperture sui contratti di fornitura che minimizzino l’effetto di queste oscillazioni”.

Così all’incertezza di scenario su quando e come la transazione energetica andrà a compimento si affianca quella, attuale e immediata, sull’instabilità dei prezzi. Al quadro si aggiunge poi, come hanno richiamato numerosi relatori, la preoccupazione per la tenuta politica ed economica di alcuni paesi e per la continuità di accordi internazionali, considerati un tempo irreversibili. Tra gli altri anche l’Italia è stata più volte citata come fonte di apprensione per la stabilità del mercato europeo e del sistema comunitario.

Il convegno ha offerto proprio sul tema dell’incertezza, e di come affrontarla, alcuni spunti interessanti attraverso la relazione del prof Nick Chater, docente di scienza del comportamento all’Università inglese di Warwich. In un contesto così instabile e imprevedibile è infatti sempre più difficile sviluppare processi decisionali rapidi ed efficaci nella gestione di un articolato portafoglio energetico. Gli energy manager devono pertanto sempre più ponderare le proprie decisioni, ma al tempo stesso prenderle con tempestività.

 “Spesso si tende ad utilizzare nella valutazione del rischio dei riferimenti erroneamente considerati stabili e oggettivi – ha illustrato Chater – così come lo status quo viene percepito come più rassicurante di una condizione incerta, anche risultandone inferiore il rischio sotteso. Complessivamente siamo eccessivamente confidenti nella nostra abilità di identificare i rischi e di gestirli una volta che si siano manifestati”.

Naturalmente anche per Chater non esistono soluzioni preconfezionate: tuttavia la consapevolezza della propria fallibilità e un’adeguata valutazione di come ci si possa assicurare preventivamente sui rischi maggiori può essere rilevante per elaborare decisioni sempre più efficaci.

Ritornando al settore energetico la più valida ”assicurazione” verso i rischi di mercato sta nel binomio di copertura e differenziazione come ha illustrato Domenico De Luca, Amministratore Delegato di Axpo Trading: “copertura con strumenti finanziari che riducano l’esposizione dell’azienda e differenziazione attraverso la gestione di un articolato portafoglio di approvvigionamento costruito nel tempo e suscettibile di adattarsi alle condizioni di mercato attraverso successive vendite e riacquisti”. Durante il convegno sono stati portati e analizzati vari casi proprio su questo tema.

La più valida "assicurazione" nel settore energetico?
Copertura con strumenti finanziari che riducano l’esposizione dell’azienda e differenziazione attraverso la gestione di un articolato portafoglio di approvvigionamento costruito nel tempo e suscettibile di adattarsi alle condizioni di mercato
Domenico De Luca - Amministratore Delegato di Axpo Trading

Un’altra possibilità per minimizzare l’impatto della volatilità è garantire una fornitura diretta tra un impianto produttivo e l’azienda consumatrice. Un accordo in tal senso, basato su prezzi certi per un ampio periodo, assicura al consumatore l’approvvigionamento e la certezza del budget di spesa, mentre il produttore ottiene dal proprio investimento un ritorno stabile nel tempo.

“Il cosiddetto Power Purchase Agreement è in genere stipulato con impianti rinnovabili – ha precisato nel suo intervento Marco Garbero direttore di Axpo Energy Solutions Italia – e consente, oltre al vantaggio di gestire un valore costante dell’energia, la diretta attribuzione della fonte rinnovabile all’azienda in fornitura.  L’impegno verso l’ambiente è pertanto rappresentato dal legame diretto tra la generazione di energia verde e l’utilizzazione della stessa”.

Garbero ha quindi citato nel suo intervento il caso degli stabilimenti Unilever in Italia il cui fabbisogno energetico è coperto dalla produzione di un parco eolico in provincia di Avellino.

“Il Gruppo Unilever ha sfruttato anche in termini di comunicazione questo accordo: mostrare le specifiche turbine eoliche che generano l’energia a copertura dei propri consumi è molto più efficace che esibire la sola certificazione formale della garanzia di origine. Su questi progetti stiamo inoltre implementando la nuova tecnologia Blockchain, nata per le criptovalute, per certificare le transazioni tra i soggetti dell’accordo che sono appunto l’operatore energetico, in questo caso Axpo, il produttore rinnovabile e il consumatore finale”.

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