La Commissione europea ha avviato una revisione del regolamento 2018/1999 sulla governance dell’Unione dell’energia, con l’obiettivo di trasformare i Piani nazionali energia e clima (Pniec) in veri e propri piani di investimento, in grado di guidare in modo più efficace la transizione energetica dell’Ue.
I Piani nazionali integrati per l’energia e il clima (Pniec) sono documenti di pianificazione che ogni Stato membro dell’UE deve redigere e aggiornare ogni dieci anni, con una revisione intermedia a cinque anni. Introdotti dal regolamento 2018/1999, i Pniec definiscono gli obiettivi da raggiungere entro il 2030 e le misure da attuare per il loro conseguimento su 5 ambiti chiave (decarbonizzazione, efficienza energetica, sicurezza energetica, mercato interno dell'energia, ricerca, innovazione e competitività).
In teoria, i Pniec dovrebbero rappresentare la “mappa” della transizione energetica nazionale. In pratica, finora sono stati spesso documenti programmatici, non sempre collegati a strumenti finanziari concreti. La Commissione europea intende colmare questo gap: i Pniec devono diventare piani di investimento, capaci di orientare capitali pubblici e privati verso le tecnologie e le infrastrutture più strategiche.
Come annunciato già a ottobre dalla presidente Ursula von der Leyen e come previsto dal piano Affordable Energy, Bruxelles ha deciso di avviare una profonda revisione della governance dell’Unione dell’energia, che sarà aggiornata entro la fine del 2026. Il progetto è in consultazione pubblica fino al 12 marzo.
Secondo la Commissione, dalla sua adozione nel 2018 il regolamento 2018/1999 “è stato messo a dura prova dalla rapida evoluzione del panorama energetico e climatico europeo e internazionale”. In particolare hanno pesato questi elementi:
Il documento di consultazione sottolinea che il regolamento 2018/1999 ha introdotto i Pniec e previsto l’aggiornamento delle strategie a lungo termine, ma “non ha tenuto conto delle nuove priorità e obiettivi né dei mezzi per sostenerne il conseguimento”.
Per questo motivo, la Commissione propone di rivedere la tipologia di informazioni richieste nei Pniec, con focus specifici su:
Uno dei pilastri della riforma è appunto la trasformazione dei Pniec in strategie di investimento e riforma, collegate al quadro finanziario pluriennale (Qfp) 2028-2034, al quadro di governance economica europea e ai piani nazionali.
La Commissione ha presentato una serie di opzioni strategiche. La nuova governance dovrà rafforzare la cooperazione tra gli Stati membri, al fine di migliorare l’attuazione nazionale e la pianificazione integrata a livello Ue, e diventare più semplice e meno onerosa dal punto di vista amministrativo per gli Stati membri, la Commissione e gli altri soggetti coinvolti.
L’esecutivo comunitario punta a una governance più lineare e integrata. Per questo, nella riforma viene proposto di:
La transizione energetica viene interpretata come un processo non solo tecnologico, ma anche sociale e territoriale. Perciò, sottolinea Bruxelles, dovranno essere rafforzate la cooperazione bilaterale e regionale e la partecipazione dei consumatori, in linea con le politiche di resilienza e adattamento ai cambiamenti climatici.