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Industria metalmeccanica, l'energia al servizio della competitività Il comparto evolve verso modelli più efficienti e sostenibili per rilanciarsi, grazie a biometano e siderurgia green

ATECO 25 - FABBRICAZIONE DI PRODOTTI IN METALLO (ESCLUSI MACCHINARI E ATTREZZATURE)

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Il settore metalmeccanico italiano si trova ad affrontare una fase di forte pressione, in cui la volatilità dei costi energetici incide direttamente sulla competitività e sulla sostenibilità economica delle imprese. Come evidenziato da “Canale Energia”, sulla base di un sondaggio di Anima Confindustria, si rilevano segnali di sofferenza diffusa: il 45,7% delle imprese prevede una chiusura del semestre in negativo rispetto allo scorso anno, mentre l’81,4% del campione registra rincari fino al 10% nei costi di produzione. A ciò si aggiunge un calo degli ordini che interessa circa il 45% delle imprese, delineando un quadro di compressione dei margini operativi in cui l’energia rappresenta uno dei principali fattori di criticità.

L’impatto di questa dinamica emerge con particolare evidenza a livello territoriale. Su “Valseriana News” si scopre che, nel secondo semestre del 2025, più di 7 mila metalmeccanici bergamaschi […] sono stati coinvolti da situazioni di crisi, con una crescita delle richieste di cassa integrazione legata soprattutto alla carenza di ordini. Il nodo energetico resta centrale: il costo dell’energia continua a penalizzare fortemente fonderie e laminatoi, con livelli che nel 2025 risultano del 30% in più rispetto alla media europea.

In parallelo alle criticità, emergono però soluzioni concrete che puntano a trasformare il modello energetico del settore. Un esempio significativo è rappresentato dall’ingresso del biometano nei processi siderurgici, descritto in un articolo pubblicato su “la Repubblica”. Si tratta di un progetto che mira a integrare la filiera agricola nella produzione industriale, favorendo la decarbonizzazione dei comparti energivori e sinergie su scala locale, rafforzando la sicurezza degli approvvigionamenti di energia. In questo caso, il biometano consente di diminuire le emissioni senza interventi radicali sugli impianti esistenti, coprendo tra il 10% e il 20% del fabbisogno complessivo.

Accanto all’introduzione di nuovi vettori energetici, si stanno evolvendo anche le lavorazioni industriali. Come riportato da “Rinnovabili.it”, la siderurgia sta progressivamente adottando soluzioni basate su forni elettrici ad arco. Questa tecnologia “utilizza rottame riciclato ed energia elettrica, anche da fonti rinnovabili, riducendo significativamente le emissioni di CO₂ per tonnellata di acciaio prodotto” rispetto agli altiforni tradizionali, alimentati a carbone. Inoltre, i sistemi di alimentazione e gestione del materiale consentono un controllo più preciso dei processi, con effetti diretti sull’efficienza energetica. In impianti di grande scala, queste soluzioni permettono una drastica riduzione dei consumi energetici ed un significativo miglioramento della qualità del prodotto finale”, contribuendo alla diffusione di modelli produttivi a basse emissioni.

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