Gli Stati membri potranno compensare fino al 70% dell’aumento dei costi dei carburanti e al 50% dei consumi elettrici totali degli energivori, possibili anche sussidi al gas nella generazione
Dopo una consultazione con gli Stati membri Ue, la Commissione europea ha adottato il 29 aprile il nuovo quadro temporaneo sugli aiuti di Stato per i settori colpiti dalla crisi in Medio Oriente (Metsaf), che allarga le maglie delle norme comunitarie per permettere ai 27 di offrire sostegni più incisivi.
Per i settori agricoltura, pesca, trasporto terrestre (su strada, ferrovia e vie navigabili interne) e trasporto marittimo a corto raggio intra-Ue, gli Stati membri potranno compensare fino al 70% dei maggiori costi sostenuti dalle imprese per l’aumento dei prezzi dei carburanti e combustibili e dei fertilizzanti causato dalla crisi. L’aumento di prezzo sarà determinato da ciascuno Stato membro esaminando la differenza tra il prezzo di mercato pertinente e un prezzo di riferimento storico. I costi extra totali saranno quindi calcolati sulla base del consumo attuale del beneficiario o del suo ultimo consumo prima della crisi.
Il nuovo quadro include un’opzione semplificata che renderà più facile per i beneficiari essere ammissibili all’aiuto ma in questo caso non potrà essere superiore a 50.000 euro.
Per le industrie energivore ammissibili alla riduzione temporanea dei prezzi dell’elettricità sulla base della disciplina sugli aiuti di Stato del Clean Industrial Deal (Cisaf), sarà possibile aumentare l’intensità dell’aiuto dal 50 al 70% del consumo eligibile. Il beneficiario potrà così coprire fino al 50% del suo consumo totale, senza dover aumentare ulteriormente gli sforzi di decarbonizzazione.
Per gli energivori sarà anche possibile cumulare i sussidi con quelli permessi dagli orientamenti sugli aiuti di Stato Ets, ma solo fino alla metà dell’importo previsto dal Cisaf.
La Commissione ha inoltre incluso nel Metsaf la possibilità di sovvenzionare il gas utilizzato nella generazione elettrica, anche se con precisi paletti che escludono tra l’altro una “sterilizzazione” dei costi Ets come quella prevista in Italia dal DL Bollette. “Al fine di ridurre i costi complessivi dell’energia elettrica, la Commissione è pronta a valutare, caso per caso e fatti salvi diversi requisiti, misure temporanee, tra cui sovvenzioni al costo del combustibile nella generazione da gas”, si legge nella comunicazione sul Metsaf, che resterà in vigore fino al 31 dicembre 2026.
Le sovvenzioni al gas o eventuali tetti di prezzi dovranno “convergere gradualmente verso i prezzi di mercato per evitare variazioni repentine alla fine della misura” e “comprendere misure di salvaguardia per garantire il pieno trasferimento dei benefici ai consumatori finali evitando nel contempo indebite regolamentazioni dei prezzi all’ingrosso”.
Infine, “solo i consumatori che beneficiano della misura dovrebbero contribuire al suo finanziamento”.
Le misure nazionali adottate nell’ambito del Metsaf dovranno essere notificate alla Commissione, che di qui alla fine del 2026 rivedrà periodicamente la portata e la durata del quadro alla luce degli sviluppi in Medio Oriente e della situazione economica generale.
“Il quadro temporaneo introduce soluzioni facilmente applicabili che attenueranno gli effetti della crisi”, ha commentato la vice-presidente esecutiva della Commissione responsabile della Transizione e della Concorrenza, Teresa Ribera, secondo la quale la transizione energetica resta comunque “la strategia più efficace per l’autonomia, la crescita e la resilienza dell’Europa”.