Previste procedure con cadenza semestrale per impianti di produzione Rfnbo e bioidrogeno
Un meccanismo incentivante con un budget stimato in 400 milioni di euro l’anno, procedure a cadenza semestrale fino alla fine del 2029, focus su impianti di produzione di idrogeno Rfnbo e bioidrogeno. Sono alcune delle informazioni sul cosiddetto “decreto Tariffe H2”.
Alcuni dettagli preliminari sull’impostazione che il Governo intende dare alla misura si ricavano dalle motivazioni con cui la Commissione europea ha dato il via libera al regime di aiuti di Stato italiano da 6 miliardi di euro a sostegno della produzione di idrogeno rinnovabile per i settori dell'industria e dei trasporti. Se la notizia dell’autorizzazione è di fine marzo, le motivazioni sono state pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea solo a giugno e se ne ricavano alcune informazioni di rilievo.
Innanzitutto il target: gli aiuti sono rivolti alle imprese di ogni dimensione che siano autorizzate alla costruzione e all’esercizio di un impianto di produzione di H2 o che abbiano avviato una procedura autorizzativa. Il documento Ue precisa che l’autorizzazione deve essere ottenuta entro 18 mesi dalla pubblicazione della graduatoria. I beneficiari dovranno inoltre possedere adeguate capacità finanziarie ed economiche ed aver presentato una richiesta di connessione al gestore della rete, qualora il progetto lo richieda.
Gli aiuti previsti dal regime italiano possono essere concessi fino al 31 dicembre 2029 e il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, con il supporto del Gse, punta ad organizzare almeno una procedura competitiva per semestre.
Ad essere sostenuta sarà sia la produzione di idrogeno rinnovabile da elettrolisi alimentata da elettricità da Fer, in grado di garantire una riduzione delle emissioni di almeno il 70% lungo il ciclo di vita del prodotto rispetto a un combustibile fossile di riferimento pari a 94 gCO₂eq/MJ, sia l’idrogeno rinnovabile prodotto da fonti biogeniche attraverso processi biologici, biotermochimici e termochimici, come il reforming del biogas (o “bio-idrogeno”).
Nell’ambito delle procedure si prevedono tre categorie: impianti di produzione di idrogeno che soddisfino i criteri per i “Renewable Fuels of Non-Biological Origin” (Rfnbo) con capacità fino a 10 MW, impianti di capacità superiore a 10 MW e bioidrogeno. Nel documento sono anche quantificati i costi e i ricavi per i progetti di riferimento per la produzione di H2 destinato all’uso diretto nel settore dei trasporti e nei settori industriali.
Qualora il monitoraggio delle offerte suggerisca la necessità di ulteriori gruppi di progetti rispetto a quelli prospettati, il Governo potrebbe valutarne l’introduzione ma solo nella misura in cui si possa ragionevolmente prevedere una concorrenza effettiva.
Lo schema scelto è quello dei contratti per differenza (CfD) a due vie, in cui il cosiddetto “strike price”, il prezzo di vendita dell’idrogeno garantito al produttore, verrà confrontato mese per mese con il prezzo di mercato di riferimento. Il tetto massimo dello strike price indicato nel documento è di 13 euro/kg per impianti fino a 10 MW, 11 euro/kg per quelli oltre i 10 MW e 10 euro/kg per il bioidrogeno.
Complessivamente è previsto l’acquisto di 200.000 tonnellate di idrogeno rinnovabile l’anno. Per la prima procedura di gara, aggiunge il documento, le autorità italiane acquisteranno un volume totale di circa 20.000 tonnellate di idrogeno Rfnbo, equamente suddivise tra progetti di potenza inferiore e superiore a 10 MW, e un volume di circa 1.300 tonnellate di bio-idrogeno.
Bruxelles, nell’approvare la misura italiana, ha rilevato che il regime di aiuto è “necessario e adeguato per agevolare la produzione di idrogeno rinnovabile ai fini della decarbonizzazione dei settori industriale e dei trasporti”. Ha inoltre un effetto di incentivazione “in quanto, in assenza del sostegno pubblico, i beneficiari non produrrebbero idrogeno rinnovabile” ed è proporzionato perché concesso a seguito di una procedura di gara competitiva basata esclusivamente sul prezzo di esercizio proposto dagli offerenti.