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Pubblicato il rapporto finale del gruppo di esperti. Ma in Spagna non si placano le polemiche: indagini del regolatore Cnmc e del Parlamento, sotto la lente Governo, Tso e aziende elettriche

Entso-E: “Il blackout iberico causato da svariati fattori che hanno interagito tra loro”

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Il blackout che ha lasciato al buio la Penisola Iberica il 28 aprile 2025 è scaturito da una combinazione di fattori che hanno interagito tra loro, tra i quali oscillazioni, lacune nel controllo della tensione e della potenza reattiva, differenze nelle pratiche di regolazione della tensione, repentine riduzioni della produzione e disconnessioni dei generatori in Spagna, nonché capacità di stabilizzazione disomogenee. È la conclusione del rapporto del gruppo di esperti istituito da Entso-E, secondo cui l’insieme di questi fattori ha portato a rapidi aumenti di tensione e a disconnessioni a cascata delle centrali in Spagna, con conseguente blackout nell’intera Penisola Iberica.

Il rapporto, corposo documento di 472 pagine pubblicato il 20 marzo, individua insomma numerose carenze nel sistema elettrico spagnolo, ma non attribuisce specifiche responsabilità a nessun soggetto o tecnologia (rinnovabili, nucleare, centrali a gas). “Non esiste un unico colpevole, bensì una combinazione di fattori e decisioni che, insieme, hanno innescato l’incidente”, ha spiegato il direttore del gruppo di esperti, Klaus Kaschnitz.

Gli esperti si sono dunque limitati fornire una serie di raccomandazioni per ciascuna criticità individuata nel rapporto, al fine di prevenire il ripetersi di eventi simili in futuro. Tra queste il rafforzamento delle pratiche operative, un migliore monitoraggio del sistema elettrico e un maggiore coordinamento e scambio di dati tra tutti gli attori coinvolti. Il blackout del 28 aprile, spiega il rapporto, “dimostra l’importanza di un forte coordinamento del sistema a livello locale ed europeo, garantendo al contempo che i meccanismi di mercato, i quadri normativi e le politiche energetiche restino allineati ai limiti fisici del sistema”.

Il rapporto di Entso-E, tuttavia, non ha messo fine al palleggio di responsabilità in Spagna tra il Governo, il regolatore Cnmc, il Tso Ree e le aziende elettriche.

La Cnmc ha annunciato il 17 aprile l’avvio di una serie di indagini dopo aver individuato “diverse irregolarità che potrebbero aver compromesso il funzionamento del sistema elettrico”. A giudizio del regolatore, infatti, “vi sono indicazioni di violazioni delle norme di settore protrattesi per lunghi periodi di tempo, che dovrebbero essere oggetto di un’indagine formale anche se non costituiscono di per sé la causa dell’incidente”. La Cnmc non ha fornito informazioni sui soggetti interessati dalle indagini, ma ha aggiornato l’elenco dei “procedimenti disciplinari in corso nel settore energetico” con una ventina di casi che riguardano Ree e alcune società di generazione, tra cui Endesa, Iberdrola, Naturgy e Repsol.

Parallelamente, è iniziata il 20 aprile un’indagine sul blackout della Camera spagnola, con la commissione istituita ad hoc che ha ascolterà tra gli altri i vertici di Ree, Endesa, Naturgy, Iberdrola e della stessa Cnmc. L’avvio dell’indagine della commissione della Camera, in cui il partito socialista al governo ha la maggioranza, segue di pochi giorni la chiusura di quella dell’analoga commissione istituita dal Senato, che vede invece prevalere l’opposizione dei popolari. Qui è stata votata la risoluzione del Ppe, che attribuisce la responsabilità del blackout a Ree ma anche al Governo per “omissioni rilevanti” e alla Cnmc che “doveva conoscere i rischi strutturali” del sistema elettrico spagnolo.

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