Previsto uno strumento finanziario anche per il settore idrico, misure di semplificazione amministrativa e proroghe per le strutture per la governance del Piano
Giunto ormai all’ultimo miglio, al Pnrr si aggiungono alcuni strumenti finanziari istituiti dal recente decreto per l’attuazione del Piano, in particolare tre Facility per comunità energetiche rinnovabili, agrivoltaico e biometano.
Previste dall’articolo 27 del DL Pnrr, convertito nella legge n. 50 del 20 aprile 2026, le Facility sono programmi di sovvenzione per la concessione di contributi in conto capitale per la realizzazione degli interventi previsti dalle tre misure del Piano.
A gestirle sarà il Gse e per ognuno dei tre programmi il provvedimento si prevede che il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e il Gestore sottoscrivano specifici accordi attuativi, che oltre alla gestione stessa delle Facility dovranno indicare il trasferimento delle risorse finanziarie disponibili (poco più di un miliardo per l’agrivoltaico, 795 milioni per le Cer e 2,2 miliardi per lo sviluppo del biometano).
Quanto al cronoprogramma, entro il 30 giugno il Gestore – che a fine marzo ha pubblicato le nuove regole operative per i tre programmi - dovrà stipulare accordi di concessione con i soggetti beneficiari delle Facility. Il Parlamento ha aggiunto qui un passaggio di rilievo, stabilendo che tale scadenza può essere prorogata di altri 60 giorni in caso di difficoltà procedurali o amministrative.
Un’altra misura che vede il coinvolgimento del Gestore dei servizi energetici è quella relativa allo “scale-up” di Transizione 4.0: la legge di conversione del DL Pnrr, infatti, autorizza il ministero delle Imprese e del Made in Italy a stipulare convenzioni con il Gse e l’Agenzia delle entrate. Queste convenzioni serviranno, tra l’altro, a disciplinare il potenziamento delle attività di controllo e individuare i tempi per assicurare il rispetto delle scadenze previste nell’ambito della misura Pnrr.
Tornando agli strumenti finanziari, la legge ne prevede anche uno dedicato a sostenere investimenti infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico, che può contare su un budget di poco superiore al miliardo di euro.
Come in precedenti decreti relativi a disposizioni per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, anche in questo caso ci sono misure specifiche per la governance del Piano stesso. Si tratta per lo più di proroghe pensate per accompagnare le fasi di monitoraggio e rendicontazione degli interventi: viene spostata alla fine del 2029 la durata della Struttura di missione Pnrr presso la Presidenza del Consiglio, delle unità di missione o delle strutture di livello dirigenziale presso le amministrazioni centrali e del nucleo Pnrr Stato-Regioni.
Rinvii che interessano da vicino anche il Mase: nel caso del ministero guidato da Gilberto Pichetto Fratin sono posticipati a fine 2026 i contratti degli esperti selezionati per il conseguimento degli obiettivi del Piano e al 31 dicembre 2029 la struttura di missione per l’attuazione del Pnrr.
A proposito dei passaggi procedurali legati all’avvicinarsi della chiusura del Piano, poco prima dell’approdo della legge di conversione del DL Pnrr in Gazzetta Ufficiale la struttura di missione di Palazzo Chigi e l’Ispettorato generale per il Piano della Ragioneria generale dello Stato hanno pubblicato delle linee guida per la conclusione e la rendicontazione finale degli interventi attuati dai Comuni e agli altri soggetti, in cui tra l’altro si conferma l’allineamento al 30 giugno del termine per concludere l’attuazione di lavori, servizi e forniture.
Tornando ai contenuti del provvedimento, accanto alla governance interviene anche con alcune misure di semplificazione dei processi amministrativi. Ad esempio in merito alla disciplina delle valutazioni ambientali precisa che Regioni e Province autonome normano con proprie leggi o regolamenti le funzioni in materia di Via, che includono anche il provvedimento autorizzatorio unico regionale (Paur). Inoltre viene prorogata al 31 dicembre 2028 la possibilità di svolgere in videoconferenza le sedute e dei compiti istruttori della Commissione tecnica Pnrr-Pniec.
Allo stesso tempo il provvedimento prevede un ampio ventaglio di interventi volti a snellire le procedure legate alla realizzazione di opere pubbliche e investimenti previsti dal Piano. Tra queste misure di semplificazione per la conferenza di servizi, prevedendo tra l’altro una riduzione dei termini entro i quali le amministrazioni devono rendere le proprie determinazioni, interventi sulla formazione del silenzio assenso, l’introduzione per gli organi consultivi delle Pa dell’obbligo di motivare i propri pareri e il rafforzamento dell’obbligo di motivazione del diniego. Altre misure di semplificazione previste riguardano bonifiche, industria insalubre e rifiuti.