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Sicurezza energetica e neutralità tecnologica in cima alla lista, anche con il “nucleare”. In agenda FerZ, rinnovabili nei trasporti, direttive Case green ed Efficienza energetica

Mase 2026: le priorità politiche e gli obiettivi del dipartimento Energia

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Sicurezza energetica e neutralità tecnologica per la decarbonizzazione, non senza un richiamo al “nucleare sostenibile”. Questa la prima delle cinque priorità politiche del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per l’anno da poco iniziato e il triennio 2026-2028, come indicato nell’ultimo Piano integrato di attività e organizzazione, per brevità Piao.

Priorità identificate sulla base di una serie di elementi di contesto, tra cui uno scenario di crescita moderata e il graduale rientro dell’inflazione dopo gli shock energetici e geopolitici che hanno caratterizzato il periodo 2021-2023, oltre a una cornice europea che orienta l’azione degli Stati membri lungo l’asse competitività-decarbonizzazione-sicurezza.

Ad influire è anche “un quadro di finanza pubblica che richiede un impiego selettivo delle risorse, con priorità verso investimenti in grado di rafforzare sicurezza energetica, resilienza climatica e competitività”, si legge nel Piano 2026-2028. In quello precedente (riferito al 2025-2027) le priorità erano sette e non cinque e in cima alla lista c’erano “Pnrr e Pniec”.

Con il nuovo anno il Mase porta quindi l’attenzione su cinque assi strategici, mettendo in seconda posizione l’accelerazione delle fonti rinnovabili, lo sviluppo delle reti e dei sistemi di accumulo. In questo contesto l’azione amministrativa sarà orientata tra l’altro a semplificare e accelerare le procedure autorizzative e rendere pienamente operativi i nuovi schemi di incentivazione.

L’elenco delle priorità vede poi, in ordine: Decarbonizzazione industriale ed economia circolare nelle filiere strategiche; Resilienza climatica, prevenzione inquinamenti e tutela del capitale naturale; Rafforzamento della capacità amministrativa e della consapevolezza ambientale, degli investimenti e del presidio dei dossier europei e internazionali.

Le cinque direttrici costituiscono il quadro di riferimento per l’azione dei dipartimenti e delle direzioni generali del Mase. Non a caso il Piao è accompagnato dalla “lista delle cose da fare” per i diversi uffici in cui si articola il ministero.

Portando l’attenzione sul dipartimento Energia, tra i passaggi che riguardano il settore delle rinnovabili si segnala il cosiddetto FerZ, il meccanismo di supporto per gli impianti a Fer di tipo decentrato di cui all’articolo 7-bis del D.Lgs n. 199/2021: entro fine giugno è attesa la pubblicazione degli esiti della consultazione pubblica che il ministero aveva avviato lo scorso novembre, mentre per la fine del 2026 è prevista la messa a punto dello schema di decreto ai fini dell’ottenimento del parere Arera.

Fine novembre è la scadenza per la trasmissione interna al dicastero del DM previsto dall’articolo 27 del D.Lgs 199/2021 in materia di obbligo di incremento dell’energia rinnovabile termica nella vendita di energia, mentre entro fine anno è prevista la bozza di convenzione con il soggetto gestore per definire il meccanismo di sostegno del cosiddetto Fer-T, il meccanismo incentivante per gli interventi di produzione di energia termica da Fer di grandi dimensioni.

Fronte efficienza energetica, oltre alla definizione dei criteri di delega per recepire la direttiva Efficienza 2023/1791 (delega che è scaduta lo scorso ottobre) e della Epbd, meglio nota come “Case green”, tra i dossier aperti c’è quello per riformare il Fondo nazionale efficienza energetica (Fnee), strumento da tempo in standby e su cui la Corte dei conti ha richiamato il Mase a più riprese.

Tra i compiti che attendono il dipartimento guidato da Federico Boschi c’è anche la predisposizione della proposta di decreto per l’utilizzo dell’energia da Fer nel settore dei trasporti, prevista dal decreto legislativo 5/2026 che ha recepito la direttiva Red III ed è entrato in vigore il 4 febbraio.

A proposito di direttive europee, nella “to do list” per il 2026 ci sono anche gli atti normativi legati al recepimento della 2024/1788 relativa a norme comuni per i mercati interni del gas rinnovabile, del gas naturale e dell’idrogeno.

Fronte elettrico, il documento richiama tra l’altro i meccanismi per l’adeguatezza e la flessibilità del sistema tramite atti e provvedimenti di aggiornamento della disciplina del meccanismo di contrattualizzazione a termine di nuova capacità di stoccaggio elettrico centralizzato e della disciplina del mercato della capacità.

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