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La commissione Itre approva la posizione negoziale sulla proposta di direttiva: esteso il principio dell’interesse pubblico, accelerati gli iter autorizzativi, connessione alla rete entro 3 mesi o “silenzio-assenso”

Permitting, spinta dell’Europarlamento alle semplificazioni

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Con una serie di emendamenti alla proposta di direttiva della Commissione Ue, l’Europarlamento ha ulteriormente accelerato gli iter autorizzativi dei progetti relativi alle fonti rinnovabili, alle interconnessioni e agli accumuli.

La commissione Industria ed Energia (Itre) dell’Europarlamento ha approvato infatti il 2 luglio la posizione negoziale sulla proposta di direttiva sull’accelerazione del pemitting, presentata dall’esecutivo comunitario alla fine dell’anno scorso nell’ambito del Pacchetto reti.

La Itre – con 57 voti favorevoli, 3 contrari e 8 astensioni – ha dato luce verde a un testo emendato che prevede tra l’altro un ampliamento e rafforzamento della presunzione di interesse pubblico prevalente per gli impianti Fer e le reti elettriche rispetto alla proposta di Bruxelles. In particolare, è stata eliminata la possibilità per gli Stati membri Ue di limitare o creare eccezioni, salvo “in casi debitamente giustificati e strettamente necessari per la tutela di beni culturali formalmente riconosciuti”.

Gli eurodeputati hanno inoltre introdotto nuove regole, tempi più brevi e maggiore trasparenza nelle procedure di connessione alla rete, che non dovranno superare i tre mesi: oltre tale scadenza scatterà il “silenzio-assenso”.

Quanto alle zone di esclusione delle Fer, potranno essere definite solo dopo che lo Stato membro avrà approvato le aree di accelerazione e, nel caso siano già state fissate prima dell’entrata in vigore della direttiva, dovranno essere rivalutate nella revisione periodica.

Se situati fuori dalle aree di accelerazione, i progetti di repowering e di piccoli impianti Fer (la cui potenza è stata peraltro raddoppiata a 300 kW rispetto alla proposta di Bruxelles) beneficeranno di una durata delle procedure autorizzative (incluse quelle per le relative connessioni e sistemi di accumulo collegati e le eventuali Via) dimezzata da un anno a sei mesi.

La commissione di Strasburgo ha ha anche innalzato da 100 a 200 kW le soglie di potenza che fanno scattare l’obbligo di autorizzazione per gli impianti solari, i sistemi di accumulo e le stazioni di ricarica.

Di contro, è stata ridotta da 10 a 7 MW la soglia sopra la quale gli sviluppatori dovranno condividere i benefici economici dei progetti con le comunità locali che li ospitano.

La Itre ha fissato infine un termine di un mese al rilascio dei permessi per le pompe di calore inferiori a 50 MW. Termine che sale a tre mesi per le pompe di calore geotermiche.

La proposta di direttiva emendata dalla Itre sarà sottoposta a settembre al voto della plenaria dell’Europarlamento. Dopo questo passaggio potranno iniziare i negoziati di trilogo con il Consiglio Ue, che ha già approvato la sua posizione negoziale in via definitiva il 26 giugno.

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