È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge 30 dicembre 2025, n. 199 – Bilancio di previsione dello Stato per il 2026 e bilancio pluriennale 2026-2028 – che è entrata in vigore il 1° gennaio 2026. Il provvedimento contienetra le altre delle disposizioni per il comparto dell’energia, con impatti su investimenti, fiscalità, rinnovabili e infrastrutture.
In materia di fotovoltaico a terra, viene ampliata la platea degli impianti per i quali il reddito derivante dalla produzione e cessione di energia è qualificato come reddito d’impresa nei modi ordinari, con effetti anche sulla gestione anagrafica degli impianti (GAUDÌ).
Particolarmente rilevante è il capitolo dedicato a efficienza energetica e bonus edilizi. Viene prorogato al 2026 il regime dell’Ecobonus, con aliquota al 36% per le spese sostenute nel 2026 (che scenderà al 30% dal 2027) e viene confermata fino al 31 dicembre 2026 la detrazione del 50% per gli interventi di recupero edilizio, con tetto massimo di 96.000 euro per unità immobiliare. Prorogati anche il bonus mobili e le agevolazioni per interventi sulle parti comuni condominiali.
Un capitolo significativo riguarda gli investimenti in beni strumentali, con una maggiorazione dell’ammortamento che arriva fino al 180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro, con percentuali decrescenti per importi superiori. La misura include anche investimenti in impianti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, anche a distanza, nonché sistemi di accumulo. L’accesso al beneficio sarà subordinato alla trasmissione di specifiche comunicazioni tramite piattaforma GSE.
In questo contesto, Axpo Energy Solutions Italia (AESI) – la ESCo di Axpo Italia specializzata in progetti di efficienza energetica e rinnovabili – si propone di supportare le aziende facendo leva anche su queste agevolazioni, con l'obiettivo di ridurre il loro impatto ambientale e ottimizzare i costi energetici, contribuendo al miglioramento della competitività del business.
Sul fronte delle fonti di energia rinnovabili, la legge interviene anche sul potenziamento e rinnovamento degli impianti FER, introducendo disposizioni specifiche per interventi su aree di demanio civico e disciplinando gli aspetti legati a sdemanializzazione, indennità e tutela paesaggistica.
Rilevanti novità riguardano inoltre il biometano: viene previsto un obbligo per i gestori delle reti di trasporto e distribuzione di gas naturale di connettere gli impianti di produzione di biometano, sia nuovi sia derivanti da riqualificazione. ARERA dovrà aggiornare la propria regolazione entro 45 giorni. La norma stabilisce una ripartizione dei costi di connessione con un significativo coinvolgimento dei gestori di rete, introducendo un meccanismo di parziale socializzazione degli oneri.
Per le imprese energivore e gasivore sono introdotti specifici benefici sotto forma di credito d’imposta per investimenti, nel limite massimo di 10 milioni di euro per il 2026, con modalità attuative demandate a un decreto interministeriale.
La manovra interviene anche su Industria 4.0, con il rifinanziamento del credito d’imposta attraverso un Fondo da 1,3 miliardi di euro, e contiene disposizioni in materia fiscale e finanziaria (Tobin Tax, plusvalenze, dividendi, svalutazioni, reddito d’impresa), oltre a recepire la rimodulazione del PNRR approvata dal Consiglio UE e a prevedere un credito d’imposta per investimenti nella ZES Unica Mezzogiorno per il 2026.
Nel complesso, la Legge di Bilancio 2026 delinea un quadro articolato che incide tra gli altri sul sistema energetico nazionale, con misure che interessano la transizione energetica, la competitività industriale e le dinamiche di investimento per il triennio 2026-2028.