La Commissione europea ha pubblicato un ampio fitness check sul quadro normativo relativo alla sicurezza energetica nei settori gas ed elettricità.
Il documento, poco meno di 200 pagine, anticipa la revisione legislativa prevista per la prima metà dell’anno. Si tratta di un report che analizza l’efficacia delle norme vigenti, integra le lezioni apprese dalle recenti crisi energetiche e identifica le sfide emergenti per il sistema europeo.
La conclusione generale cui arriva la Commissione nel fitness check è che le normative hanno contribuito positivamente a un approvvigionamento energetico stabile, sicuro e ininterrotto, proteggendo i clienti più vulnerabili e critici.
Allo stesso tempo la relazione ammette la necessità di un insieme di norme più rigorose per garantire che l’Unione europea sia preparata ad affrontare crisi sempre più complesse in futuro.
La valutazione riguarda in particolare:
Questi provvedimenti sono stati oggetto di una consultazione pubblica che si è chiusa lo scorso ottobre e ha visto un’ampia partecipazione dall’Italia. Sono stati 16 i soggetti dal nostro Paese, secondo a livello numerico solo al Belgio, dove però hanno sede tutte le associazioni europee del settore energetico.
Entrando più nel dettaglio, il “fitness check” fornisce una serie di indicazioni su vari aspetti, dall’esigenza di maggior semplificazione a quella di più integrazione tra i due settori.
Partendo dalle semplificazioni, il documento pone l’accento sulla necessità di snellire alcuni obblighi normativi relativi alla sicurezza energetica.
Ad esempio, la Commissione propone di razionalizzare gli adempimenti di segnalazione per le autorità nazionali e di ridurre il numero di gruppi di rischio regionali. Si parla poi di una semplificazione della procedura per richiedere l’esenzione dall’obbligo di bidirezionalità degli impianti.
Se gas ed elettricità sono già strettamente interconnessi, per la Commissione potrebbero diventare ancora più integrati in futuro. Sebbene permangano alcune importanti differenze tra i due mercati, si legge nel documento, c’è margine per un significativo allineamento dei due regolamenti.
Ad esempio, prosegue il “fitness check”, gli scenari di rischio per gas ed elettricità non sono sempre coerenti e i tempi del processo di pianificazione non sono allineati. Insomma lo spazio per sinergie migliori c’è, in particolare per quanto riguarda piani, valutazione dei rischi e gestione delle crisi.
Facendo il punto sulle lezioni apprese, il “fitness check” si sofferma sul tema adattamento. “Il sistema energetico dell’Ue nel suo complesso è rimasto stabile durante il periodo di valutazione, ma il settore elettrico sta già attraversando una profonda trasformazione”, si legge nel report. E ancora: “Si può prevedere che il sistema energetico europeo nel 2030 e poi nel 2040 sarà radicalmente diverso da quello del 2017 o persino da quello odierno, con una maggiore penetrazione delle energie rinnovabili e un ruolo più marginale del gas naturale”.
In questo contesto, la flessibilità del sistema diventa un elemento critico per la sicurezza energetica. Le priorità individuate includono:
Un altro dei temi su cui porta l’attenzione la Commissione europea è la trasparenza. Da un lato viene riconosciuto il valore aggiunto delle disposizioni in materia. Dall’altro, si evidenzia la mancanza di dati in alcuni settori della sicurezza dell’approvvigionamento di elettricità e gas, come la tracciabilità delle importazioni di gas o la tempestiva disponibilità di dati chiave.
L’iniziativa RepowerEu e la proposta legislativa per interrompere le importazioni energetiche dalla Russia, adottate a maggio e giugno 2025, indicano qual è la strada da seguire. “Nuove norme per una maggiore trasparenza, monitoraggio e tracciabilità del gas russo ispireranno la futura architettura di sicurezza energetica dell’Ue”, conclude Bruxelles.