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Arera: l’investimento di Terna e Steg è arrivato a 1,43 mld € ma in bolletta potrà essere scaricata una quota massima di 285 mln €

Cavo Italia-Tunisia, i costi salgono

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Indiscrezioni di stampa dicevano che la questione era stato oggetto di un Cda di Terna tenutosi il 20 aprile. Ora però è arrivata la conferma ufficiale: il costo di Elmed, il collegamento elettrico tra Italia e Tunisia promosso da Terna e dalla tunisina Steg, è più che raddoppiato rispetto ai 600 milioni € originariamente previsti (cifra successivamente ritoccata a 850 mln €) per attestarsi a 1,43 miliardi di euro.

A certificarlo è la delibera 168/2026, datata 12 maggio ma pubblicata solo il 9 giugno, con cui l’Arera ha approvato la ripartizione dei costi tra i due Tso, ponendo peraltro un tetto di 285 milioni € al peso che l’opera avrà in bolletta.

L’Autorità non ha infatti accolto la richiesta avanzata da Terna il 9 dicembre di provvedere alla piena copertura tariffaria dei costi che verranno sostenuti per l’esecuzione del progetto, superando il meccanismo incentivante di sharing.

Rispetto alle istanze avanzate dal Tso italiano, il Regolatore aveva risposto il 17 aprile 2026 evidenziando una serie di criticità: una possibile incompletezza sui finanziamenti a copertura dei costi allocati al gestore del sistema di trasmissione tunisino; un livello dei costi unitari di investimento del progetto particolarmente elevato rispetto ai costi unitari su sezioni e confini tra zone di rete nazionali e internazionali; un rapporto benefici/costi positivo ma relativamente contenuto nello scenario “National Trends” del Ten Year Network Development Plan 2024, unitamente a incertezze sul beneficio socioeconomico atteso dall’interconnessione, già evidenziate nella delibera 176/2020; una limitata percentuale del costo dell’interconnessione coperto da sovvenzioni esterne.

Alcune di queste criticità sono state superate. In particolare, il 28 aprile Terna e Steg hanno evidenziato che la copertura dei costi a carico della parte tunisina (stimati in 715 mln €) è stata assicurata con grants o loans per oltre 600 mln, e la quota ulteriore di poco più di 100 mln verrà coperta da fondi propri di Steg o ulteriori finanziamenti.

Inoltre, il ministro per gli Affari europei e il ministro dell’Ambiente hanno manifestato la disponibilità a garantire una copertura di 270 mln € per la parte italiana, con ulteriori contributi a partire dal 2028. I ministeri hanno infatti sottolineato che anche a fronte dell’ulteriore incremento di costi l’interconnessione assume “particolare rilevanza strategica per il nostro Paese anche alla luce degli indirizzi del Piano Mattei per l’Africa”.

Per l’Arera permangono tuttavia “elementi di necessaria prudenza”.

In primis, il costo di investimento unitario del progetto (circa 2,4 mln € al MW) risulta superiore a quello di altri progetti confrontabili. In particolare, si legge nella delibera, nonostante le tratte marine del Tyrrhenian Link siano di oltre 400 chilometri (oltre il doppio di Elmed) il costo unitario risulta inferiore a 2 mln € al MW.

Inoltre, sulla base delle valutazioni dell’Autorità degli elementi forniti dai promotori relativi agli scenari del Ten Year Network Development Plan Entso-E 2024, l’impatto netto del progetto (corrispondente al rapporto tra beneficio socio-economic welfare attualizzato e costo attualizzato) risulta 1,06 nello scenario National Trends (NT2030 e NT2040) e circa 1,8 nello scenario Distributed Energy (NT2030 e DE2040).

Restano infine gli elementi di incertezza sulle stime dei benefici già evidenziati nella delibera 176/2020.

Va ricordato che con tale delibera l’Autorità aveva deciso di ripartire il costo di investimento in parti uguali tra Terna e Steg, consentendo un rientro in tariffa limitato al 25% dei costi di investimento allora stimati (600 milioni di euro), ossia 150 milioni di euro. Inoltre, almeno il 50% dei costi totali dovevano essere coperto con contributi esterni. Previsto infine un meccanismo incentivante di sharing degli extra-costi di investimento o dei risparmi tra gli utenti del sistema elettrico e Terna.

La delibera 168/2026 precisa che sulla base del costo di investimento stimato al momento del completamento del processo autorizzativo (850 mln totali, di cui 425 mln per l’Italia) e i contributi esterni disponibili in quel momento per la quota italiana (160 mln) il differenziale era di 285 mln (espressi a prezzi 2025), una volta considerata la franchigia (+5%) e l’inflazione.

L’Autorità ritiene opportuno utilizzare questo valore come limite massimo di spesa che può essere posta a carico del sistema tariffario nazionale, nel rispetto dall’Accordo intergovernativo e dalla legge 217/2021.

Anche in ragione della minore incertezza delle stime di costo rispetto al 2020, l’Arera elimina inoltre la franchigia, “al fine di mantenere una efficace leva incentivante alla minimizzazione delle spese di capitale, leva che sarebbe invece ampiamente neutralizzata dalla fissazione di una fascia di franchigia aggiornata pari complessivamente al 10% dell’expenditure target, ossia quasi 30 milioni di euro”.

Al fine di assicurare la materializzazione dei benefici socio economici attesi del progetto associati ai differenziali di costo marginale tra Italia e Tunisia, Terna dovrà redigere un cronoprogramma per le attività di assegnazione a mercato della quota italiana della capacità di trasporto sulla frontiera Italia - Tunisia, da effettuarsi in assenza di significative evoluzioni del mercato elettrico tunisino.

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