Al 2035 Parigi prevede sei reattori Epr con opzione per altri 8. Obiettivi per le fonti rinnovabili ridotti a 105-135 GW ma niente moratorie. La domanda elettrica salirà a 618 TWh
Bloccata da quasi tre anni a causa delle crisi politiche e da aspri scontri in Parlamento, è stata finalmente presentata la nuova Programmation pluriannuelle de l’énergie (Ppe 3) francese, il cui obiettivo è aumentare la produzione di energia elettrica “decarbonizzata” fino a 650-693 TWh entro il 2035, rispetto ai 458 TWh del 2023, e parallelamente ridurre la generazione da fossili a circa 330 TWh, contro i 900 TWh del 2023.
Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale transalpina il 13 febbraio, la Ppe 3 punta a una “ripresa dell’energia nucleare” e a uno “sviluppo ragionato e realistico dell’elettricità rinnovabile onshore”, ha commentato il primo ministro Sébastien Lecornu, con riferimento a una riduzione di circa il 20% dei target Fer rispetto a quelli annunciati nel 2023.
Non vi sarà però la temuta moratoria sugli impianti Fer.
Le precedenti bozze della Ppe 3 indicavano al 2035 una capacità eolica e solare compresa tra 133 e 163 GW, una cifra rivista ora al ribasso a 105-135 GW. Di questi, 15 GW saranno eolici offshore, in calo rispetto ai 18 GW che il Governo aveva sottoposto a consultazione nel 2024 “per tenere conto della realtà industriale dei progetti”.
Quanto all’eolico onshore, Lecornu ha chiarito che “il Governo privilegerà i repowering dei parchi esistenti per accrescere la potenza riducendo l’impatto paesaggistico”. La capacità salirà dai 24 GW del 2025 a 31 GW nel 2030 e a 35-40 GW nel 2035 (contro i 45 GW precedentemente previsti).
L’obiettivo al 2035 per il fotovoltaico è fissato invece in tra 55 e 80 GW, a fronte della precedente previsione di 75-100 GW. Dai 30 GW del 2025, il FV raggiungerà i 48 GW nel 2030.
La nuova Programmazione conta di portare la quota dell’energia decarbonizzata (fer e nucleare) al 60% nel 2030 e al 70% nel 2035, sulla base di una “massiccia elettrificazione”. La domanda elettrica salirà infatti dai 445 TWh del 2025 a 618 TWh nel 2035, anche grazie a un “plan national d’électrification” per l’industria, gli edifici, la mobilità e il digitale.
Sul fronte nucleare, la Ppe 3 prevede la costruzione di sei nuovi Epr2 (il primo dei quali entrerà in servizio nel 2038) con un’opzione per altre otto unità dello stesso tipo. Sarà inoltre prolungata la vita utile di tutti i 57 reattori esistenti, con il parco che sarà ottimizzato per raggiungere una produzione di 380 TWh nel 2030, dai 373 TWh dell’anno scorso.
La Programmazione – che integra per la prima volta una clausola di revisione nel 2027 per “garantire l’adattamento continuo della traiettoria ai bisogni reali del Paese” – scommette anche sull’idroelettrico, con un rilancio degli investimenti che porterà a un aumento della capacità di 2,8 GW (+11%), di cui 1,7 GW costituiti da pompaggi. Solo 640 MW saranno realizzati nelle concessioni esistenti, con il resto della capacità aggiuntiva di nuova assegnazione.
Infine, la Ppe 3 include piani di incentivazione per gli impianti di riscaldamento/raffrescamento rinnovabili (che passeranno dai 172 TWh del 2023 a 328-421 TWh nel 2035), il biometano (da 9 a 47-82 TWh), i biocarburanti (da 38 a 70-90 TWh) e l’idrogeno (fino a 8 GW al 2035).