Ancora un anno record – il dodicesimo consecutivo – per le installazioni di sistemi di accumulo a batteria (BESS) nell’Unione europea. Secondo il report “Eu Battery Storage Market Review 2025” di SolarPower Europe, sono stati installati 27,1 GWh di nuova capacità, pari a un incremento del 45% rispetto al 2024.
Dal 2021 a oggi, la capacità BESS operativa nella Ue è passata da 7,8 GWh a 77,3 GWh, con una crescita di dieci volte. Tuttavia, per raggiungere gli obiettivi di flessibilità del sistema elettrico fissati al 2030, sarà necessario un ulteriore decuplicamento, fino a circa 750 GWh.
Nonostante la crescita, il mercato europeo degli accumuli rimane fortemente concentrato. Nel 2025, cinque Paesi – Germania, Italia, Bulgaria, Olanda e Spagna – hanno realizzato il 63% delle nuove installazioni BESS.
La situazione è migliorata rispetto al 2024, quando la “top five” copriva l’80% del mercato, ma l’associazione dell’industria solare europea evidenzia che la diffusione degli accumuli resta ancora limitata a un numero ristretto di Stati membri.
Pur mantenendo la seconda posizione con 4,9 GWh avviati l’anno scorso, l’Italia ha scontato una drastica contrazione nel confronto con i 6 GWh del 2024, causata da un netto calo delle BESS residenziali.
SolarPower Europe sottolinea che i sistemi utility-scale sono diventati il principale motore dello sviluppo delle BESS in Europa, arrivando a rappresentare nel 2025 il 55% delle nuove installazioni. Si tratta, rileva il rapporto, di “un chiaro spostamento della struttura del mercato”, dovuta “al miglioramento delle condizioni e del quadro politico”.
Nel settore residenziale invece, le BESS hanno segnato nel 2025 un rallentamento per il secondo anno di fila, scendendo del 6% rispetto al 2024 a 9,8 GWh. Secondo il report, le cause sono dovute soprattutto alla discesa dei prezzi elettrici e alla riduzione dei meccanismi di sostegno.
Lo “Storage Market Review” analizza anche la produzione di batterie nell’Unione europea. Nel 2025 la Ue dispone di 252 GWh di capacità produttiva di celle, una base considerata “solida” nella parte midstream. Tuttavia, persistono alcune criticità strutturali che rischiano di rallentare lo sviluppo del mercato BESS e di compromettere quindi gli obiettivi di sicurezza energetica e autonomia industriale.
Sebbene i Paesi dell’Unione mostrino forti capacità nella produzione di elettroliti e separatori infatti, evidenzia il report, “la produzione di catodi e anodi resta limitata e oltre il 90% della capacità delle celle esistenti è orientata ai veicoli elettrici piuttosto che agli accumuli stazionari”.